Magnificat - Et Misericordia
Magnificat - Et Misericordia
Magnificat - Et Misericordia
Riccardo Lentini
ISSM Puccini – Gallarate
Formazione Corale I - a.s. 2020/2021
CENNI STORICI
Il Barocco ebbe inizio nel 1600 e si concluse all’inizio del 1700 per quanto riguarda gli ambiti
politici, sociali, economici e religiosi che lo hanno caratterizzato.
Il Barocco in musica si estese fino alla metà del 1700 proprio grazie a Vivaldi e al padre della
musica barocca, Johann Sebastian Bach.
Il termine «Barocco» fu coniato dagli studiosi di fine XVIII secolo, il termine aveva una
accezione negativa in quanto definiva bizzarro e di poco gusto lo stile barocco. L’etimologia
del termine proviene da due diverse lingue: dal portoghese «Barocco» (figura sferica
irregolare), e dal latino «Baroco» (ragionamento contorto e di dubbio gusto).
«EPPUR SI MUOVE»
Questo periodo storico fu caratterizzato dalla scoperta di Galileo Galilei sul moto della terra la
quale sconvolse il pensiero dell’essere umano che credeva di essere al centro dell’universo.
Nacquero le prime accademie di scienza che portarono alla formazione di molte comunità
scientifiche, alcune nate grazie a Galileo Galilei. Grazie al dissidio interiore che l’uomo ha vissuto
dopo la scoperta di Galileo, alcuni filosofi decisero di creare gruppi in cui ci si ponevano domande
fondamentali sull’uomo.
SITUAZIONE POLITICA
La nostra nazione non ebbe anni facili a livello di politica estera in quanto era pressata dalla
presenza imponente della forza militare Spagnola e Francese. La Chiesa fu costretta a
contrattare con queste potenze militari per poter mantenere il potere sui propri territori senza
il rischio di una conquista.
Con la pace di Vestfalia che decretò la fine della guerra dei trent’anni (1618 – 1648) iniziò il
declino della Spagna. L’Italia e la Francia rimasero all’avanguardia nell’arte, nella politica e
nella letteratura.
ANTONIO VIVALDI
Vivaldi nacque a Venezia il 4 aprile del 1678 e morì il 28 luglio 1741. In tutto il mondo è conosciuto
per i quattro concerti per violino conosciuti come «Le quattro stagioni». Fu un esponente della
musica barocca insieme a Johann Sebastian Bach, il quale trascrisse dieci concerti vivaldiani in
quanto ammirava l’uso del ritornello e di intervalli superiori all’ottava, e Giuseppe Torelli.
Viene conosciuto come «Prete Rosso» perché, a causa di problemi di salute gravi e pur essendo
ordinato sacerdote nel 1703, non poté mai celebrare la messa e assolvere a doveri ecclesiastici.
Lavorava nell’Ospedale della Pietà a Venezia come maestro di musica. Gli vennero commissionati
dall’Ospedale delle composizioni tra cui il «Magnificat» che venne scritto in quattro versioni diverse
con quattro organici differenti.
Durante la sua vita non si può dire che godesse di molta fama ma, grazie a studiosi musicali del XX
secolo, Vivaldi acquisì la fama che si merita e di cui gode tutt’ora.
MAGNIFICAT – nella storia musicale
Il testo del «Magnificat» è scritto in latino e proviene dal Vangelo di Luca nel quale viene narrata
l’annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria (15 agosto).
Originariamente aveva un carattere antifonale: il canto dei versetti era proposto da due semicori i
quali erano posti uno di fronte all’altro nelle tipiche strutture semicircolari delle cantorie dietro
l’altare. Successivamente si creò la versione polifonica che consisteva nell’alternarsi dei versetti di
numero pari, i quali venivano musicati, a versetti di numero dispari che venivano proposti in canto
gregoriano. La difficoltà di questa versione consisteva nel scegliere il giusto modo gregoriano (fra
gli otto esistenti) in modo tale da unire, sul piano dell’intonazione, ogni versetto musicato al
versetto in canto gregoriano.
Dal XVIII secolo in poi l’esecuzione in canto gregoriano venne abbandonata per lasciare posto al
coro, organo, orchestra e talvolta sole voci.
MAGNIFICAT – secondo il card. Ravasi
Il cardinale Gianfranco Ravasi fece un intervista al «Il Sole 24 Ore» spiegando il «Magnificat»:
È l’inno che Maria cantò mentre era in visita da Elisabetta per annunciarle che era incinta di Gesù.
Con questo canto Maria apprende il proprio destino e il genere umano, personificato dal coro,
inizia a crede in Dio.
Secondo il cardinale ci sono dei versi chiave che vennero utilizzati:
«Ha spiegato la potenza del suo braccio»;
«ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore»;
«ha rovesciato i potenti dai troni», «ha innalzato gli umili»;
«ha ricolmato di beni gli affamati»;
«ha rimandato i ricchi a mani vuote»;
«ha soccorso Israele suo servo».
Il messaggio che il cardinale vuole lasciare è il seguente: «Chi ama la musica alta dovrà, inoltre,
avere nella sua raccolta uno dei Magnificat di Vivaldi (RV 610 e RV 611) […]».
MAGNIFICAT – di Antonio Vivaldi
RV 610b Non vi è una datazione certa Due soprani, contralto, Questa versione viene considerata definitiva in
tenore, basso, coro e archi quanto è la più varia e la più brillante.
Soli (tre sp., due cta.), coro, Questa versione riprende parte della musica
RV 611 1739 archi e basso continuo precedente aggiungendo cinque arie
virtuosistiche.
«Et misericordia»
In tonalità di Do- il brano inizia con un “Andante molto” dedicato all’introduzione dell’orchestra
(usando lo spartito con il coro e l’orchestra ridotta al pianoforte presento questo esempio in figura.
Lo spartito ha come armatura di chiave due bemolli in quanto l’intero “Magnificat” è in tonalità di
sol-, questo brano in tonalità di do- presenta l’alterazione bemolle alla nota “la” non nell’armatura
di chiave ma ad ogni battuta.
«Et misericordia»
I contralti sono i primi, insieme ai bassi che entrano due quarti dopo, a presentare il tema. Infatti, il
tema non viene mai presentato in modo omoritmico da tutte le voci, come si può vedere a Figura
2 (in colore rosso sono evidenziati gli ingressi delle voci).
«Et misericordia»
L’unica frase presentata in modo omoritmico è “a progenie in progenies” per due volte
(figura 1a e 1b, figura 2 dove in verde viene evidenziata la ripresa del tema principale